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Cronaca

Dalla Puglia al Piemonte, “On the Road” cresce in Italia

Il progetto “On the Road” dalla Val Seriana cresce in Italia: un’opportunità educativa “reale” per affrontare il disagio giovanile

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on the road puglia

In un tempo in cui le fragilità giovanili aumentano e il rischio di smarrimento è alto, il progetto “On the Road” nato in Val Seriana si conferma una risposta concreta educativa replicabile ed in espansione in Italia.

Solo nelle ultime tre settimane l’associazione di promozione sociale “Ragazzi On the Road” di Bergamo ha attivato nuove esperienze in Puglia (Fasano) e Piemonte (Verbania), dopo aver già coinvolto le province lombarde di Milano e Monza Brianza. Un segnale chiaro: Comuni e Comandi di Polizia Locale chiedono sempre più spesso di portarlo nei propri territori.

Il format – che vede i giovani vivere un’esperienza immersiva accanto a Polizie Locali, Forze dell’Ordine, operatori del soccorso e istituzioni – solo nel primo mese di attività del 2025 ha coinvolto 38 ragazzi e ragazze over 16 anni in un percorso sul campo che unisce educazione, legalità e cittadinanza attiva.

I ragazzi vengono portati direttamente sui luoghi degli incidenti, entrano nelle shock room degli ospedali, affiancano il lavoro del 118, dei Vigili del Fuoco, delle pattuglie in strada e dei centri di coordinamento del pronto intervento. Vivono turni notturni, operazioni reali, situazioni complesse. Un’esperienza vera, viva, intensa.

Coinvolte anche alcune “teste calde”, ragazzi e ragazze in situazione di fragilità o a rischio. Tutti vengono adeguatamente formati, assicurati e seguiti da un’équipe educativa, composta anche da psicologi, che li accompagna passo dopo passo, soprattutto nei momenti più delicati del percorso.

Con “On the Road” non slogan, ma strumenti concreti

L’espansione in nuove regioni conferma l’urgenza di proposte che non si limitino alla sensibilizzazione, ma offrano ai giovani esperienze reali, capaci di cambiare prospettiva. Il presidente dell’associazione Ragazzi On the Road, Egidio Provenzi, affiancato nella sua missione dalla moglie e consigliera dell’associazione Maria Antonia Foieni, sottolinea:

“Ogni giovane che entra in contatto con il nostro progetto ha la possibilità di cambiare prospettiva, di comprendere il valore del rispetto delle regole e del servizio alla comunità. Lavoriamo affinché questa esperienza non sia solo formativa, ma trasformativa. È così che la prevenzione diventa realtà – e, in alcuni casi, nascono vere e proprie vocazioni: giovani che, dopo l’esperienza, scelgono di impegnarsi davvero per il bene comune, mettendosi al servizio come agenti di Polizia, Carabinieri, Finanzieri, Vigili del Fuoco, medici o soccorritori”.

Le istituzioni credono in questo modello educativo

“Vivono, ascoltano, capiscono. È così che ragazze e ragazzi riscoprono il valore delle regole, che smettono di essere un concetto astratto e diventano parte di una responsabilità condivisa” – afferma Alessandro Invernici, vicepresidente dell’associazione Ragazzi On the Road.

“Basta coinvolgerli. Le istituzioni, dal canto loro, stanno sempre più riconoscendo il valore profondo di questo format, e l’adesione cresce rapidamente: Comuni, Province, Comunità montane e Regioni stanno chiedendo di portarlo nei propri territori perché vedono i risultati, ascoltano le storie, toccano con mano un modello educativo che funziona.
Non siamo davanti a una teoria o a una campagna di comunicazione, ma a uno strumento concreto che intercetta i ragazzi dove si trovano, li affianca alle divise, li responsabilizza e li fa riflettere sulla vita vera. Per questo chiediamo a famiglie, scuole, università ed educatori di amplificare questa proposta e aiutarci a raggiungere chi ha più bisogno”.

Il cuore del progetto è il modello peer-to-peer: molti ragazzi, al termine dell’esperienza, scelgono di restare come volontari per accompagnare i nuovi, creando un passaggio di testimone autentico e una comunità che cresce con loro.
Molti diventano anche testimonial attivi del progetto e del Numero Unico di Emergenza 112, contribuendo a sensibilizzare i coetanei sull’uso corretto e responsabile dei servizi di emergenza. Non parlano da esperti, ma da giovani che hanno vissuto sul campo il significato di un intervento tempestivo e il valore della prevenzione.

Nato nel 2007 dall’intuizione del giornalista Alessandro Invernici e dalla sensibilità dell’agente Giuseppe Fuschino, il format celebra nel 2025 il suo 18° anno con una presenza stabile in circa 140 territori italiani, migliaia di giovani formati e un crescente riconoscimento anche a livello internazionale, avendo carattere di unicità in Europa.

Un futuro più coeso e sicuro con “On the Road”

Nei prossimi mesi, On the Road farà tappa nelle province di Como, Brescia, Sondrio, Mantova, Varese e Bergamo, coinvolgendo oltre 250 giovani, e proseguirà nel Veneto e in Emilia-Romagna.

Nel 2024, al Meeting per l’amicizia fra i popoli, 20 ragazzi da tutta Italia hanno preso parte alla prima edizione nazionale del progetto, partecipando a un servizio notturno interforze alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini e del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, insieme ai vertici delle istituzioni locali.
Un’esperienza simbolo dell’impatto concreto che On the Road può generare nelle vite dei ragazzi e nella società.

L’iniziativa si conferma un modello efficace e replicabile, pronto ad accompagnare nuovi territori in un percorso di crescita civile, educativa e sociale.

Sono già aperte alcune disponibilità per i prossimi percorsi: per candidature spontanee è possibile compilare l’apposito form su www.ragazziontheroad.it.

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